Abi, ad aprile prestiti ancora in aumento per famiglie e imprese
Occhi su prossimo impatto domanda dalla durata della guerra
Ad aprile scorso i prestiti bancari in Italia a famiglie e imprese hanno registrato un nuovo aumento del 2,7% confermando il percorso innescato a mrzo 2025 ma per il futuro bisognerà vedere l'impatto sulla domanda derivante dalla durata della guerra fra Iran e Usa. Il rapporto mensile dell'Abi conferma così come la situazione del credito fosse positiva prima dell'estendersi del conflitto. Secondo il vice dg dell'associazione Gianfranco Torriero l'attenzione "nei prossimi mesi, riguarda l'effetto sulla domanda, specie di investimenti delle imprese e la dinamica del pil" che determinerà l'andamento dei prestiti bancari. Restano ancora su bassi livelli, a marzo, i crediti deteriorati delle banche italiane e un possibile impatto dalla guerra nel Golfo Persico dovrebbe vedersi, nel caso, nei prossimi mesi. A marzo 2026 i crediti deteriorati netti ammontavano a 26,9 miliardi di euro, dai 27,7 miliardi di dicembre 2025 (31,3 miliardi a dicembre 2024). Come ha spiegato il vice dg dell'Abi Gianfranco Torriero "c'è molta attenzione da parte del comparto" e della vigilanza, sottolineando comunque il basso livello odierno degli Npl rispetto a quello visto nella scorsa crisi finanziaria. I crediti deteriorati attualmente, "rispetto al loro livello massimo, 196,3 miliardi raggiunti nel 2015, sono risultati in calo di oltre 169 miliardi". A marzo 2026, ricorda il rapporto, i crediti deteriorati netti rappresentavano l'1,28% dei crediti totali. Tale rapporto era inferiore rispetto a dicembre 2025 (1,32%)
(B.Ramirez--TAG)