Davide 'Boosta' Dileo, 'Pianorama' è un viaggio tra ricerca e imperfezione
Il nuovo album strumetale esce oggi, 9/10 e a novembre parte il tour
(di Carlo Mandelli) "Il punto di partenza di questo viaggio musicale coincide probabilmente con i miei sei anni, quando ho chiesto ai miei genitori di comprarmi un pianoforte nonostante in casa non avessimo nessun musicista". Davide 'Boosta' Dileo parte da lontano per raccontare 'Pianorama', il suo nuovo album strumentale in uscita oggi, 9 ottobre, in vinile e digitale. Un lavoro che lo stesso musicista definisce un viaggio, più che un disco, e che rappresenta una nuova tappa di una ricerca musicale cominciata tanti anni fa, prima, durante e oltre i Subsonica. "È un viaggio sotterraneo - ha raccontato il musicista - di tutta la mia vita musicale e che emerge ogni tanto". "La passione che ho - ha commentato Boosta - è diventata anche il mio mestiere e si riverbera in tutto quello che faccio: nei concerti e nella carriera con i Subsonica, nelle installazioni, nella voglia di mettere i dischi. Il pianoforte mi ha sempre accompagnato". Una passione che ha attraversato forme e linguaggi differenti e che oggi trova nel pianoforte uno spazio di espressione intimo, aperto anche alla sperimentazione elettronica. Nel viaggio in note di Dileo trovano spazio anche due vocaboli poco di moda, oggi, nella musica come nella vita: ricerca e imperfezione. "Sono due parole bellissime applicate alla musica - ha commentato il musicista - e sono certo che rimangano veramente fondamentali in un percorso artistico e i quello che faccio. La natura della ricerca implica la curiosità. Se tu fai il musicista e lo fai con un grado di onestà sufficiente, non puoi non essere curioso. La curiosità è una condizione essenziale per continuare a fare musica". Esplorare, nella musica, come un vagabondare errante tra parole e note, evitando anche di adagiarsi sulle soluzioni già sperimentate. "Se mi piace ancora tanto fare musica - ha spiegato Boosta - è perché posso cercare, ascoltare, imparare, trovare strade diverse, mettermi anche a disagio rispetto alle scelte musicali e non solo". Una necessità che nasce dalla convinzione che "nel comfort, la parte più comoda poi diventa anche quella più sterile". E 'Pianorama' traduce questa attitudine in un progetto costruito attorno alla relazione fra il suono reale del pianoforte e la sua successiva trasformazione elettronica. I nove brani del disco, le cui iniziali compongono il titolo, sono accompagnati da altrettanti sviluppi elettronici. Due prospettive differenti sulla stessa materia sonora. Un 'lato A' che conserva il gesto pianistico nella sua immediatezza e un 'lato B' che ne dilata e disgrega gli elementi, trasformandoli in paesaggi sonori. Il disco è stato registrato in un'unica sessione nello studio torinese The Underdog, senza inseguire una perfezione artificiale. "Non sono un grande pianista - ha spiegato Dileo - e lo dico veramente con molta onestà. Ho un bel rapporto col pianoforte e per me la tecnica è sempre stata uno strumento al servizio delle idee, non un fine. Se avessi studiato ore e ore tutti i giorni della mia vita, avrei anche una tecnica diversa ma anche altre idee". Nel disco, restano così i rumori dello strumento, i pedali, gli scricchiolii e le vibrazioni della stanza. "È una registrazione in presa diretta - ha ricordato Boosta - e c'è il suono del mio pianoforte, che parla anche con i suoi 'rumori' e scricchiolii". L'imperfezione diventa allora parte del racconto, non qualcosa da correggere in fase di produzione. "Cercavo l'intimità - ha detto ancora Boosta - e nell'intimità c'è l'imperfezione e l'imprevisto". Dal vivo, 'Pianorama' sarà protagonista in autunno di un live che partirà il 1° novembre da Roma.
(P.Davis--TAG)