Le neurotossine botuliniche possono favorire infezioni intestinali
Team di ricerca coordinato dall'Università di Padova
Team di ricerca coordinato dall'Università di Padova evidenzia come quantità di tossina non sufficienti a causare paralisi sistemica possono alterare la barriera intestinale e facilitare infezioni batteriche. Dosi molto basse di tossina botulinica, insufficienti a causare il botulismo, possono però interferire con i meccanismi di difesa dell'intestino. E' quanto emerge da uno studio del Dipartimento di Scienze Biomediche dell'Università di Padova e pubblicato sulla rivista Science Advances. Il botulismo è una malattia rara ma potenzialmente letale, causata da tossine che sono tra le sostanze biologiche più potenti note e agiscono bloccando il rilascio dei neurotrasmettitori a livello delle terminazioni nervose, provocando una paralisi flaccida che nei casi più gravi può richiedere il ricovero in terapia intensiva. Però, la loro specificità d'azione le ha rese farmaci di grande valore clinico: sono usate nel trattamento di distonie, spasticità, iperidrosi, emicrania cronica, vescica iperattiva e numerose altre condizioni patologiche, con applicazioni che interessano molteplici ambiti della pratica medica, oltre ad avere diffusione in medicina estetica per il trattamento delle rughe La stessa molecola che in determinate condizioni può causare una grave paralisi rappresenta dunque, in dosi controllate, uno strumento terapeutico sicuro ed efficace. "Lo studio dimostra che, nel corso di un'intossicazione alimentare, le tossine botuliniche sono in grado di entrare nei neuroni del sistema nervoso enterico, costituito prevalentemente da neuroni colinergici, e di agire direttamente al loro interno bloccando il rilascio di acetilcolina e quindi alterando funzioni fondamentali per la difesa della mucosa intestinale - spiega Ornella Rossetto dell'Università di Padova -. L'inibizione dei neuroni colinergici enterici determina un'alterazione della peristalsi intestinale e riduce il rilascio di muco protettivo favorendo così le infezioni da batteri patogeni quali Salmonella e Shigella". "Finora - aggiunge il dottor Federico Fabris - l' intestino era considerato principalmente come una porta d'ingresso della tossina nel circolo sanguigno, necessaria a raggiungere il sistema nervoso periferico. Lo studio dimostra invece che l'intestino, e in particolare il sistema nervoso enterico, rappresenta il primo sito d'azione funzionale della tossina. L'effetto locale sul sistema nervoso enterico precede e contribuisce a determinare alterazioni fisiologiche significative, modificando la suscettibilità alle infezioni".
(D.Lewis--TAG)