Produzione industriale cinese a +4,5% a maggio, crescita oltre le attese
Vendite al dettaglio -0,6% a maggio, prima flessione dal 2022
La produzione industriale della Cina ha registrato a maggio 2026 una crescita del 4,5% su base annua, in accelerazione rispetto al +4,1% di aprile e al di sopra delle aspettative del mercato, ferme al 4,3%. Lo evidenziano i dati pubblicati dal National Bureau of Statistics of China. Il risultato segna un miglioramento dopo il rallentamento osservato ad aprile, quando l'espansione dell'attività industriale aveva toccato il livello più basso dal luglio 2023. A sostenere la crescita sono stati soprattutto il settore manifatturiero e i comparti legati alla produzione e distribuzione di energia. La manifattura ha infatti registrato un incremento del 4,4%, in aumento rispetto al 4,0% del mese precedente, mentre la produzione e fornitura di elettricità, calore, gas e acqua è salita del 7,6%, accelerando dal 5,3% di aprile. Più contenuta, invece, la dinamica del settore minerario, la cui crescita si è ridotta al 2,3% dal 3,8% registrato nel mese precedente. Nel dettaglio, 28 dei 41 principali comparti industriali hanno riportato un'espansione dell'attività. Tra le performance migliori spiccano i settori dei computer e delle apparecchiature per le comunicazioni (+17,0%), della cantieristica navale e ferroviaria (+7,4%), delle attrezzature speciali (+9,1%), delle attrezzature generali (+6,7%) e dell'automotive (+8,3%). Nei primi cinque mesi del 2026, la produzione industriale cinese è aumentata complessivamente del 5,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Su base mensile, l'output industriale ha segnato un incremento dello 0,4%. Le vendite al dettaglio in Cina sono diminuite dello 0,6% su base annua a maggio, registrando la prima contrazione dal dicembre 2022 e segnalando la persistente debolezza dei consumi interni. Lo ha reso noto il National Bureau of Statistics of China. Il dato segue il lieve aumento dello 0,2% registrato ad aprile ed è inferiore alle attese degli analisti, che prevedevano una variazione nulla. A pesare è stata soprattutto la frenata degli acquisti discrezionali e dei beni durevoli, con le vendite di automobili crollate del 16,1% rispetto a un anno prima.
(Y.Harris--TAG)