Nasce Giurify, piattaforma di IA per la consulenza legale
L'iniziativa di Faggin e di P49 parte con un round di raccolta da 2,5 milioni
Una piattaforma di intelligenza artificiale, addestrata su fonti giuridiche ufficiali, che analizza e genera contratti e documenti, affiancata da una rete di avvocati che interviene su richiesta del cliente. Si tratta di Giurify, progetto legaltech che punta a offrire alle imprese italiane un "dipartimento legale digitale". Tra i fondatori, il polo di ricerca sull'Ia P49 e Federico Faggin, inventore del primo microprocessore. La piattaforma, dopo vari test durati oltre otto mesi con imprese e professionisti nella versione beta, parte con un round di raccolta e investimenti di 2,5 milioni, 40 assunzioni (alcune già effettuate e altre programmate nei prossimi 12 mesi) e oltre 600 imprese già iscritte al servizio. La piattaforma funziona in tre passaggi. Inizialmente l'impresa carica un documento o descrive il caso. Poi l'intelligenza artificiale lo analizza confrontandolo con la normativa applicabile e gli orientamenti della giurisprudenza. Infine, se l'impresa lo richiede, entra in gioco un avvocato esperto nella materia, con mandato diretto tra professionista e cliente. La piattaforma attinge a circa 3,5 milioni di fonti ufficiali: sostanzialmente tutte le leggi, sentenze, prassi e circolari italiane, costantemente aggiornate, citabili e verificabili per evitare allucinazioni e riposte errate. Il progetto punta a rispondere a un'esigenza delle imprese che emerge da un dato: secondo un rapporto dell'Organismo congressuale forense, quasi il 60% delle imprese italiane non ha un avvocato di riferimento continuativo ma oltre tre imprese su quattro (76,7%) si sono rivolte a un legale. "Giurify unisce la potenza dell'intelligenza artificiale all'esperienza dell'avvocato. L'Ai analizza, ricerca e prepara contratti e soluzioni legali; il professionista verifica, integra e valida il risultato. La tecnologia accelera il lavoro. La decisione finale e la responsabilità resta umana. L'uomo con la sua capacità strategica e di giudizio, rimane centrale", spiega Faggin.
(D.Sanchez--TAG)